Come si fotografa sott'acqua? (2002)
Ci vuole una macchina fotografica subacquea.

Le scafandrate: Sono macchine terrestri comuni, come le Nikon F4, 801, F50 etc. etc., inserite in un'apposita custodia stagna. Hanno il vantaggio di essere autofocus,  automatiche e possono usare ottiche Zoom macro e grandangolari tipo il 12mmm. I costi sono alti, diversi milioni per la scafandratura e gli oblò che devono essere adatti alle ottiche possedute, più il costo del corredo fotografico vero e proprio. I flashes (di solito due) ed il sistema di staffe per reggere il tutto possono richiedere ulteriori cospicui investimenti.

Le anfibie: La macchina subacquea anfibia più diffusa è la NIKONOS. Circola in tre modelli: III, IV, V. La III, prodotta molti anni fa, è un pezzo da collezione; deriva dalla mitica Calypso, inventata da J.Cousteau, ed è completamente meccanica; questo è un bel vantaggio! Se si allaga basta sciacquarla in acqua dolce e torna a funzionare (in teoria). La IV ha avuto scarsa fortuna commerciale: ha  una guarnizione piatta (gasket) invece che sferica (o-ring) ed  un solo tempo selezionabile manualmente (m90); il suo  automatismo a Priorità di Diaframmi è del tutto inutile in acqua, perché la IV in automatismo non dice quale tempo ha selezionato. Inoltre non è TTL!! La V è stata la Nikonos che ha avuto la più grande diffusione, è una IV migliorata: oltre all'automatismo ha tutti i tempi selezionabili manualmente, o-ring del dorso facilmente manutenzionabile, funzioni TTL, mirino con esposimetro.

Le macchine compatte: Rientrano in questa categoria tutte le macchine ad ottica integrata e fissa, anche se spesso vendute con un corredo di lenti aggiuntive. Sono di solito GIALLE. Ci siamo capiti? Se è gialla è subacqua! Di solito sono impermeabili per  pochi metri e per poco tempo.  Alcune sono migliori, come la Sea & Sea che è anche quella più diffusa. In acque tropicali dove i soggetti sono grandi e colorati riesce a fare delle ottime foto. Le sue potenzialità sono tuttavia molto limitate ed il costo del nuovo forse un po' alto. Le altre compatte anfibie non valgono molto e servono solo per fare qualche scattino ricordo senza pretese.  

Macchine digitali - aggiornamento 2008

Ormai la fotografia subacquea è esclusivamente digitale. Scomparse le Nikonos, scomparse anche ormai le grandi reflex a pellicola e i loro scafandri, tutto si basa sulla tecnologia digitale, e tutto è cambiato. La qualità delle fotografie circolanti su riviste e Internet, è incredibilmente salita, dal punto di vista tecnico. La tecnica di ripresa digitale, l'altissima risoluzine dei sensori, permettono oggi fotografie che prima non potevano essere scattate che in occasioni straordinarie. Insomma tutti possono essere ottimi fotografi, anche con una piccola compatta da 10 megapixel. I risultati si vedono ovunque. Resta tuttavia irriproducibile il senso estetico, 'l'arte'.  Quella non c'è sensore che possa migliorarla, anzi. Meno si pensa all'inquadratura meno la foto potrà avere quell'anima, quella bellezza indescrivibile a parole che la ricerca dell'inquadratura giusta poteva creare, e che prima faceva la differenza tra una buona foto e una foto eccezionale. Ora sempre più si fotografa a casaccio, poi si zoomma, si taglia, si corregge, si satura. Prima, con la pellicola,  così l'avevi fatta e così te la tenevi. Certo, il grande fotografo a pellicola dall'uso della digitale si è potuto elevare ancor di più, prendiamo il caso di David Doubilet, un mostro prima, un marziano adesso. Le sue foto sono oniriche, straordinarie. Era il migliore prima, adesso è oltre la ripresa, i suoi nudibranchi, apparsi sul numero di giugno del National Geographic non sono più foto naturalistiche, sono un espressione artistica. Comunque, a parte lui e pochi altri,  oggi tutti possono fare ottime fotografie biologiche, e se non vengono bene al primo scatto, che problema c'è.... si rifà di nuovo! Prima si avevano 36 scatti, adesso centinaia. Prima bisognava sviluppare la pellicola per scoprire che era meglio allontanare il flash di venti cm davanti a quel cerianto bianco, adesso possiamo correggere davanti al soggetto, fino ad ottenere un risultato adeguato. Per cui che aspettate! Una compattina con il suo scafandro, magari un aggiuntivo grandangolare, un flashetto e ecco che ognuno di noi può fare foto che nessuno ha fatto mai. I tempi cambiano.