|
La scheda a lato è edita del WWF
autorizzazione all'uso richiesta
|
|

Scheda WWF
Ora una breve descrizione dei pesci, non
esauriente e semplice, ma spero utile.
| Corvina |
Donzella |
Thalassoma
|
La corvina è un bel pesce bruno, piuttosto infrequente,
raggiunge dimensioni ragguardevoli, è sempre in tana, o nei pressi. da
non confondersi con la Musdea, che ha i baffi. |
Il Coris Julis ha colori tenui, differenziati
tra maschi e femmine: marroncine le femmine, rosso arancio i maschi.
Più timido del Thalassoma. |
Detto anche "donzella pavonina" per l'accentuata colorazione:
mostra un dismorfismo sessuale assai marcato. Il
maschio è più colorato e più grande. Se spaccate un riccio vi
mangerà in mano. |
| Scorfano |
Cernia
|
Murena |
Ne esistono molte specie, variano nelle dimensioni e nel colore ma si
assomigliano tutte. Il pesce non 'galleggia', vive perciò sempre
poggiato sul fondo, ove si mimetizza meravigliosamente. Essendo dotato
di spine velenifere ed incline all'assoluto immobilismo è sempre
consigliabile fare attenzione a dove si poggiano le mani in mare. La
puntura dello scorfano è terribilmente dolorosa. Può risultare utile
immergere la parte in acqua caldissima, perché il veleno degli
scorpenidi è termolabile. Tuttavia tale pratica acuisce sul momento il
dolore, insomma un bel problema. Lo scorfano in ogni caso non è
aggressivo, è infatti immobile. E' la sua strategia di caccia e la sua
filosofia. Stare immobili, sempre, a qualsiasi prezzo. Si muove solo per
colpire il pesciolino che gli arriva a tiro. Allora è rapidissimo, un
solo colpo di mascella e il malcapitato sparisce. |
La cernia è la regina del Mediterraneo. Raggiunge dimensioni imponenti
ed essendo preda ambita di tutti i pescatori subacquei tende a
nascondersi profondamente in tane sicure. Spesso la si intravede nella
parte più irraggiungibile della caverna che la ospita, mimetizzata e
immobile, altre volte attende il sub fuori tana, curiosamente posta
nella classica posizione a "candela". Per lo più, giunti a
pochi metri di distanza, si dilegua nei recessi della sua magione,
sollevando una nuvola di polvere caratteristica, detta
"scodata". La cernia è consapevole del suo ruolo reale,
infatti sceglie quale tana, sempre il masso più grande della scogliera
. Questo non significa che non possa trovarsi anche in stretti recessi
di tane improbabili, tuttavia è innegabile che i grandi macigni
la attraggono in modo particolare. |
E' un incontro frequente e affascinante. Predilige le
pareti e le franate, dove può trovare buone tane dalle quali sporgere
le mascelle semiaperte. La murena ha una brutta faccia, ammettiamolo, e
non si deve toccare: infatti morde. Quando si innervosisce per
l'eccessiva vicinanza del sub inizia a far scattare le mascelle e si
inarca: meglio non andare oltre. Se viene fiocinata farà di tutto per
mordere qualsiasi cosa le viene a tiro e se ci riesce sono dolori.
Fortunatamente se non si cerca di toccarla o farle del male è
assolutamente inoffensiva. Raggiunge notevoli dimensioni in
Mediterraneo, ma nei mari tropicali può superare i due metri di
lunghezza e il diametro di un copertone di automobile. |
| Perchia |
Serrano
scrittura |
Triglia |
E' l'unico pesce che abbocca ai bolentini dei neofiti. E' l'unico pesce
che viene a guardarvi da dieci centimetri di distanza dritto negli
occhi. E' un pesce curioso tanto simpatico. E' il cugino piccolo della
Cernia, frequente tra la posidonia o sulle franate. |
E' molto simile alla perchia, ma ha una macchia violetta sulla pancia
(scrittura). Di solito lungo le pareti, in prossimità di tane profonde,
al contrario della perchia tende ad essere elusivo e si intana. |
La triglia è il pesce più stupido del mondo, passa tutto il tempo
grufolando nel fango con i suoi barbigli, sollevando nuvolette di limo,
alla ricerca dei piccoli invertebrati di cui si nutre. Ne ricordo una
cui sparai senza prenderla, subito dopo grufolava attorno all'arpione. |
| Occhiata |
Salpa |
Tordo |
Spesso confusa con i saraghi, l'occhiata ha forma più ellittica e
nuota quasi sempre in prossimità della superficie in branchi vaghi, non
compatti. Spesso sotto le barche, sia nei porti che in acqua
libera. La fascia nera sulla coda è bordata di bianco. E' buona da
mangiare, ma sconsigliabile per le sue abitudini portuali. |
Spesso confusa con saraghi e occhiate ha un comportamento
inconfondibile. Nuota sempre in grossi branchi molto compatti in
prossimità del fondo, brucando gli scogli per raccogliere le alghe. La
livrea è argentea con fasce longitudinali giallo-oro. Al ristorante
rappresenta una pessima scelta, perché tende a puzzare di marcio. |
I tordi sono una famiglia costituita da moltissime
specie, vagamente simili tra loro. Sono pesci dal corpo tozzo, spesso
maculato, con labbra carnose, nuotano incessantemente tra le
praterie di alghe cystoseira o tra le foglie della posidonia. Alcune
specie, come il "verde" o il "marvizzo" raggiungono
anche discrete dimensioni e vengono spesso sparati dai pescatori per la
facilità del tiro; sono tuttavia prede pessime e
andrebbero lasciate stare. |
| Lattarino |
Cefalo |
Ricciola |
I lattarini sono pesciolini argentati che nuotano in
branco. Più frequente è l'incontro con le alici, con le sarde e con
altre specie di pesce azzurro che vengono a riposarsi presso la riva
dagli attacchi dei pelagici. Formano grandi masse argentee, che si
muovono sincronamente. Molto bello entrarci dentro, come nei banchi di
barracuda, ma spesso difficile, perché il branco si ritrae. |
Pesce assai noto dalla forma idrodinamica e caratteristica. Sempre in
movimento presso la zona di risacca della scogliera, tra la schiuma.
Assai frequente nei porti e presso lo sbocco dei fiumi che risale anche
per chilometri. In mare è un pesce bellissimo e brillante, ma piuttosto
infrequente per il sub, poiché tende a restare verso la superficie.
Occasionalmente in tana. Spesso al pascolo in fitti branchi sugli scogli
presso la superficie |
La ricciola può superare anche i 50 Kg . E' un gigante
argenteo che avvisterete raramente, e solo per pochi attimi. Alcuni
temerari riescono a catturla con speciali fucili oleopneumatici dotati
di mulinello. Per i sub bombolari è infrequente: troppo rumore. Più
facile invece è imbattersi nelle scolaresche di piccole ricciolotte,
poiché la specie fino al raggiungimento di una certa taglia ha
abitudini gregarie. |
| Peperoncino |
Apogon |
Castagnola |
Pescettino di pochi centimetri molto frequente sugli
scogli presso la superficie. Nella stagione degli amori sempre in
coppia. Esistono sia gialli che rossi ma hanno la testa nera.
Molto fotografati per il bel colore e l'immobilità. |
Pesce di circa dieci cm; vive sempre e solo al buio
delle grotte o nelle tane profonde. Spesso in branchi più o meno fitti.
Occhio grosso con una riga bianca trasversale, corpo interamente rosso,
ovunque diffuso. |
Rappresenta la specie più comune delle nostre scogliere, che ne sono
interamente ammantate. Pesciolino interamente nero che nuota in branchi
al disopra degli scogli, usualmente dai 5 ai 20 metri di profondità .
Popola poi ogni anfratto del fondo, e quando ha le uova difende
coraggiosamente la tana. I piccoli delle castagnole sono di colore
azzurro elettrico, crescendo scuriscono. |
| Bavosa |
Sarago |
Boghe
e Zerri |
Ne esistono decine di specie. Vivono poggiate sul fondo,
nella zona di acqua bassa della scogliera. Alcune vivono nei fori delle
spugne incrostanti, e sporgono solo con la testa. Sono pesci dal corpo
ricoperto da muco viscido, spesso sulla testa hanno due pennacchietti
caratteristici. Carini da osservare. |
Il sarago è una delle specie più frequenti del nostro
mare. Ne esistono diverse specie, tutte comunque caratterizzate dalla
presenza di almeno una banda nera sul peduncolo della caudale. Pesce
argenteo e discoidale, sia solitario che in branchi sparsi, sia sul
fondo che a mezz'acqua, nelle tane e al pascolo. Ovunque. Buono da
mangiare |
Sono pesci di branco, i primi caratterizzati da un occhio
piuttosto grosso e dal corpo fusiforme, i secondi dal corpo
brunometallico con una caratteristica macchia nera al centro. Molto
frequenti in acqua bassa durante le notturne. |
|
Torna al sommario |
|
| Potevo
anche parlare di specie sciafile, fotofile, cnidari, echinodermi e
ofiuridei... ma vi sareste annoiati. |
Testi di C. Barchesi |
|
| Quali
sono gli animali pericolosi del Mediterraneo?
Le meduse, i ricci, le tracine e gli scorfani, i
diportisti con il motoscafo nuovo, i vermocani e se sono infastidite, le
murene.. e basta. Ah, dimenticavo: i pescespada, i capodogli, gli squali, le
balene, i delfini impazziti, il krankl, le megattere in amore, le cernie
giganti, tuttavia nessun subacqueo li ha mai visti.
La murena è velenosa? Solo
perché ha la forma del serpente? Np, non è velenosa, ma è mordace e non
si lava i denti, per cui non è bene farsi mordere. |